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La Persona e la Comunità al centro: il modello di Welfare oggi

Submitted by rif.insieme on Mon, 06/10/2019 - 03:44
foto convegno

Ne abbiamo parlato sabato 8 giugno con esperti del Terzo Settore e dell'Economia Civile al Convegno organizzato nel ricordo di Don Facibeni

Guidati, in qualità di moderatore, dal nostro Andrea Campinoti, gli ospiti, intervenuti al Convegno sul Welfare organizzato dall'Opera Madonnina del Grappa in occasione della celebrazione dell'anniversario della morte del Padre, hanno esposto con estrema chiarezza gli orizzonti cui dovremo rivolgerci oggi nel "generare" benessere nella nostra Comunità.

Una commossa Sara Funaro, uscita vincente nelle ultime lezioni amministrative, ha regalato il saluto di benvenuto al Convegno, ricordando il lavoro duro ma soddisfacente, svolto in sinergia con tutti noi del Terzo Settore, degli ultimi 5 anni come Assessore del Comune di Firenze al Welfare e dimostrando forza nell'accogliere la sfida che la nuova delega all'Istruzione le pone.

Campinoti ha, quindi, introdotto il tema del Convegno, accennando brevemente all'esperienza quotidiana di accoglienza dell'Opera e del suo braccio operativo, la Cooperativa Sociale Rifredi Insieme, con un particolare riferimento al progetto in corso "Bella e Possibile", esempio concreto di welfare di comunità, di relazioni collaborative sul territorio, ma anche generativo di nuove occasioni che mettono al centro il benessere delle persone.

E proprio la "centralità della persona" è stato il nodo focale su cui si è articolato l'intervento di Alessandro Salvi, responsabile del settore innovazione sociale della Regione Toscana. " Mettere la persona al centro significa anche e soprattutto farla partecipare alla sua progettazione", ha spiegato, "non possiamo predisporre un piano per il soggetto senza far partecipare il soggetto stesso, sia esso minore o adulto". Salvi ha quindi proseguito con una riflessione importante per coloro che operano nel Terzo Sociale 

Occorre domandarci come è cambiata la vita di coloro che accedono ai servizi, non contare quante prestazioni eroghiamo.

Il tema dell'impatto sulla persone e sulla comunità dell'impegno che ogni giorno gli operatori del Terzo Settore offrono agli altri, ha offerto un buono spunto ad Andrea Campinoti per introdurre l'intervento di Claudia Fiaschi, presidente Confcooperative Toscana  e portavoce del Terzo Settore, a cui ha chiesto di delineare il nuovo modello di Welfare cui rivolgersi oggi.

Bello e suggestivo il paragone proposto dalla Fiaschi:

La storia della Madonnina del Grappa è la storia del Terzo Settore. Nasce dall'impegno delle persone per il cambiamento, sapendo che solo insieme possiamo realizzarlo, inventando soluzioni e convincendo gli altri della loro bontà.... è da qui che nasce il dialogo imprescindibile con le istituzioni. Il Terzo Settore può inventare soluzioni, collaborando con le istituzioni esse si trasformano  in attività che aiutano la comunità, ossia in opere.

Alleanze nella comunità per la Comunità, secondo il principio della collaborazione e della sussidiarietà tra vicini di casa, ognuno dei quali contribuisce in base alle proprie professionalità.

Questo è il nuovo modello di Welfare cui rivolgersi.

Anche l'ultimo intervento della mattinata, quello del prof. Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia Politica all'Università Tor Vergata, Roma, insiste sul tema delle relazioni:

L'economia di successo è quella che risponde ai bisogni che sono sempre bisogni di relazioni.

Il professore, tra i promotori del "Festival Nazione di Economia Civile, tenutosi lo scorso aprile a Palazzo Vecchio a Firenze e già in programmazione per il prossimo aprile 2020 nella stessa incantevole cornice fiorentina, ha sottolineato con forza che la vera moneta dell'economia civile oggi è la "generatività": le persone sono felici se quello che fanno genera felicità agli altri, ossia se serve a qualcuno. Riprende, quindi, il tema centrale della relazione della Fiaschi, la cooperazione, per ricordarci che la

"superattività" si può generare solo e soltanto se lavoriamo insieme. In questo caso è possibile che 1+1 faccia 3!

Davvero suggestive le riflessioni proposte dai relatori, spunti per promuovere cammini condivisi per finalità comuni, prima tra tutte quelle del benessere per il nostro territorio, alla luce di una certezza che è emersa con forza: Il nuovo modello di Welfare di Comunità non solo è possibile, è soprattutto auspicabile e non cambia la priorità: la persona al centro.

Il Convegno non poteva non concludersi con i preziosi saluti di Don Corso, del quale in questi giorni ricorre il compleanno: un motivo in più per festeggiare insieme e uniti.

Tanti auguri Don Corso